WarDrome Sci-fi MMORPG
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About Us

Presentiamoci: sono Ricardo Antonio Piana e sono considerato in famiglia un bambino prodigio, ci troviamo in Sardegna, nel 1981 e sto inserendo dei piccoli programmi con la tastiera esadecimale del Z80NE costruito per hobby da mio padre, Manolo, un tecnico della TV spagnolo che mi ha infuso la curiosità scientifica che ancora permea la mia esistenza.

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Il computer Z80NE di Nuova elettronica nella sua versione finale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio sogno da bambino? Realizzare videogames. Un sogno che mi sono portato poi avanti con l’età. Disegnavo personaggi e astronavi pixel per pixel sui quaderni a quadretti e pian piano col passare di vari computer (L’Apple ][, lo ZX81, lo ZX Spectrum con i tasti gommosi, il Commodore 64, il primo PC IBM, l’Atari, l’Amiga, l’Acorn Archimedes, fino ad arrivare ai Mac attuali) sono diventato un programmatore. Di giochi? ahimè no, ma la vita chiede di convertire sogni in cibo, ed è un tributo che non si può non pagare.

I giochi cambiano nel frattempo: da opere di una singola geniale persona al tempo degli 8 bit, a creazioni più simili alle produzioni cinematografiche, con team e costi enormi; questo allontana il sogno di poter realizzare videogames ad una singola persona, ma un bel giorno questa situazione dà sintomi di cambiamento: arriva internet con la sua “democraticità orizzontale” e molte cose impossibili diventano soltanto molto difficili.

Inizio a giocare a qualche GDR online e a volte collaboro con alcuni, si tratta di forum testuali in cui l’immaginazione la fa da padrona, pian piano si trasformano in chat poco funzionali ma frequentate.

I GDR mi restano un po’ nel cuore ma la mancanza di obbiettivi reali in questi racconti a più mani mi fa riflettere: io poi sono fissato con la fantascienza e voglio guidare una nave spaziale.

Curiosando in rete trovo Solar Empire, un gioco strategico opensource in PHP, poco più di un gioco da tavolo; ma con idee interessanti: senza por tempo in mezzo lo installo su un hosting e inizio a modificarlo pesantemente. Subirà tre riscritture col nome Solar Empire prima di essere definitivamente riscritto con una nuova interfaccia in ajax e un motore di gioco originale in C++.

Il gioco inizialmente è totalmente gratuito e senza pubblicità: i giocatori sono pochi amici conosciuti in rete e nella vita reale; però aumentano ogni giorno, la “mortalità” dei newbie è altissima, nascono le accademie spaziali gestite dai giocatori più esperti; per imparare a giocare

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wardrome classic

in quella versione occorrono settimane di studio.

 

 

Il gioco inizia ad essere frequentato e richiede sempre maggiori risorse hardware: una virtual machine, poi un server dedicato, poi due; anche i costi lievitano e non volendo riempire il gioco di pubblicità si decide di inserire l’account “premium”. I giocatori possono avere piccoli benefici in gioco, acquistandoli.

Il gioco raggiunge nel suo massimo splendore circa 5.000 utenti online contemporaneamente: iniziano a farsi vivi i publisher, io e Laura, la mia compagna di allora e autrice di tutta la grafica originale, rifiutiamo in modo deciso di diventare un pay-to-win, anche se questo lascia il gioco con una sicurezza economica un po’ incerta. Miglioriamo il gioco con una accademia automatica, un nuovo sistema di mappe interattivo, semplifichiamo le parti più ostiche.

Proseguiamo senza publisher tuttora.

Il gioco online noto come “browser game” diventa affollatissimo: grosse compagnie per lo più tedesche dominano il mercato con budget pubblicitari enormi e per noi irraggiungibili; spesso si tratta di giochi facilissimi da apprendere, brutti, limitati e in cui si scalano facilmente le classifiche pagando.

Wardrome ha una flessione inesorabile e i giocatori arrivano alle poche centinaia attuali; alcuni publisher sciacalli ripropongono la trasformazione in pay-to-win e vengono rimbalzati ancora.

Il gioco nella sua versione classica al momento è un costo che pago con il mio lavoro, i contributi dei giocatori, sempre benvenuti, non coprono le spese, ma non ho nessuna intenzione di uccidere la mia creatura.

Arriviamo al giorno d’oggi e il web si evolve ancora: i browser diventano sempre più performanti e la tecnologia 3D delle webGL consente anche ai developer di applicazioni di realizzare con immensa dedizione e fatica, giochi in 3D diretti al grande pubblico.

Nasce in me l’idea e il progetto di Wardrome in 3D (codename Livingstonia) che attualmente è in Alpha test e uscirà presto in public beta. L’idea è fare un gioco godibile anche ai giovani, meno complesso di Wardrome Classic, con l’aspirazione che esso abbia un piccolo successo e possa finanziare sia lo sviluppo delle future versioni che il mantenimento e miglioramento del vecchio Classic che resta un mio figlio prediletto: ha compiuto il 23 Marzo 13 anni.

La missione che ho davanti adesso è quella di un novello Don Chisciotte, che procede contro i colossi del settore con un progetto personale, improntato sulle idee e sulla collaborazione dei player, teso alla creazione di una space saga originale compresa di una narrazione gestita dai player stessi.

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Il progetto è appena neonato, serve molto aiuto: i collaboratori attuali sono amici che giocano al vecchio wardrome (Giacomo e Pierluigi per fare qualche nome tra i più attivi) e che spendono le ore del tempo libero a disegnare modelli in 3D o su photoshop gratuitamente e per passione; è stata fatta una raccolta fondi ma non ha avuto successo.

Se vuoi aiutarci in qualsiasi modo (serve tutto: traduttori, pubblicità, tester, scrittori, musicisti, critici costruttivi, sostenitori, ultras, gente che sorride, giornalisti, blogger, artisti, creativi vari, esperti SEO, SMM) contattaci pure; al momento non possiamo pagarti ma se il gioco avrà successo e il tuo apporto sarà stato importante possiamo metterci d’accordo sul farlo diventare una esperienza professionale e pagata di qualche genere.

Come aiutarci: approfondimento.

Grazie per aver letto questo articolo, se hai qualsiasi domanda commenta pure.

Ricardo.

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero su “About Us

  1. Pingback: Non chiamatemi developer, ma anche sì. – WarDrome Blog

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