WarDrome Blog

L’ambientazione di Gaia

Eccovi la prima versione dell’ambientazione “storica” della galassia Wardrome Gaia, commentate con critiche e suggerimenti per cortesia.

Mobbastapero

AMBIENTAZIONE GAIA

Scuola privata.

Ciclo della rinascita 47.10, collegio orbitale del pianeta SUNSUM, stanza 2126.

Gengiro Seatogu CVII studiava annoiato, il ragazzino di nove anni si era dimostrato poco propenso alla disciplina ed era quindi stato inviato dal padre Gengiro Seatogu CVI a studiare dove ogni distrazione e relazione era impossibile, il collegio orbitale infatti era composto da alloggi assolutamente isolati uno dall’altro e le comunicazioni interne erano ridotte a quelle di studio e familiari.

-Ah se fossi nato cyborg o androide! Una connessione di rete e ora saprei tutto! Invece mi tocca studiare! Misera condizione umana!

-CHARLIE, mettimi in stasi delta e lancia lo studio del programma di FONDAMENTI DI STORIA ANTICA.

L’intelligenza artificiale regolò i fluidi biologici di Gengiro, mettendolo in una condizione a metà tra sogno e coma, in cui l’apprendimento di anni di studio poteva svolgersi in poche ore e lanciò il programma olografico celebrale.

Il giorno degli angeli caduti.

Tutto iniziò con la scomparsa improvvisa e totale degli alieni: tutte le razze aliene che infestavano la galassia e distruggevano i beni della Repubblica Federale con le loro scorribande scomparvero. Gli esperti del QGU immaginarono che fossero andati a nascondersi per preparare un attacco e inviarono una squadra sul mondo madre Kron, allora sede di tutte le razze aliene per indagare, ecco l’olo-diario del Marshal Capua della UFR Logo:

-Data federale 5479.4 siamo in orbita della stella Tertia Segin X, in direzione del mondo madre alieno, nessuna resistenza incontrata finora, ci avviciniamo con prudenza in modalità stealth.

Il Marshal sedeva al centro della colossale plancia di controllo della Sheriff, il salone, ma sarebbe meglio definirlo piazza, di forma pentagonale era affollato di tecnici e ufficiali della flotta del QGU: l’intera sezione scientifica della plancia, normalmente a personale ridotto, era occupata da oltre 900 scienziati.

I sensori a lungo raggio della nave scandagliarono l’intero settore della galassia alla ricerca di qualsiasi forma di vita, unicellulari comprese, non rilevando nulla.

Il Marshal era una persona assolutamente paziente: ordinò di ripetere tutti i test sette volte prima di procedere con il tentativo di approccio al mondo madre alieno.

Tutti i test si rivelarono negativi e il Marshal ordinò lo sbarco in vari punti del mondo alieno ai marines.

Il comandante Edward Pike.

Edward Pike era l’ultimo di una stirpe di comandanti eroici della federazione, spesso caduti in battaglia: queste sue origini lo portavano ad essere maniacalmente attento alla protezione della sua persona e del suo plotone di marines che spesso gli aveva salvato la vita.

La missione per cui era stato designato come volontario non gli piaceva affatto:

-Atterrare sul mondo madre Kron ed esplorarlo? MA SIETE PAZZI?

Aveva esordito durante la conferenza, ma dire di no agli ammiragli della flotta federale purtroppo non era una cosa che si poteva prendere in considerazione.

Fu così che si trovò lì, a bordo di una astonave classe Mariner su un mondo madre alieno con un plotone di marines. In pratica duemila militari in un posto con popolazione stimata di 140 miliardi di alieni affamati.

Immaginò la sua foto nell’album di famiglia tra i caduti per eroismo, poi si scosse durante il film mentale del proprio funerale (Senza cadavere ovviamente, chi sarebbe mai andato a recuperare il suo corpo in un intestino alieno?) e ordinò di atterrare nei pressi di quella che pareva uno degli ingressi del colossale alveare.

Scesero sulla superficie in assetto da guerra ma nessuno ingaggiò un combattimento contro di loro, proseguirono per sei settimane all’interno dell’alveare senza incontrare alcun alieno, infine, finiti i viveri, ritornarono alla Mariner.

Il rapporto militare.

Lo stringato rapporto militare di tutti gli sbarchi fu più o meno uguale:

NESSUNA FORMA DI VITA RILEVATA O INCONTRATA NELL’ALVEARE ALIENO.

Gli alieni sembravano semplicemente scomparsi, non c’era traccia di attacchi o di alcuna attività militare nel mondo madre Kron.

Dopo i numerosi controlli militari fu inviata una missione scientifica che non trovò niente di più e scoprì soltanto che tutte le intelligenze artificiali del mondo madre Kron erano prive di dati, tutto era stato cancellato meticolosamente da ogni terminale e ogni memoria.

La federazione creò una colonia scientifica con difese militari all’interno dell’alveare per studiare il curioso fenomeno. Purtroppo non arrivarono a nulla prima della Grande Caduta.

La grande caduta.

Tutto cominciò nel mondo Kron, le particelle della materia dell’alveare iniziarono a perdere la coesione atomica e a disgregarsi, come teletrasportate altrove: il fenomeno era appena percettibile e riguardava pochi atomi di materia. Gli scienziati studiarono il curioso fenomeno credendolo di natura fisica, ma qualcosa di inaspettato stava accadendo.

Passarono centinaia di cicli e il fenomeno iniziò a manifestarsi dovunque: nessun atomo fisico dell’universo pareva esserne ormai esente. Il pericolo diventò così tangibile e tutti gli scienziati delle 4 razze furono chiamati a cercare una soluzione, ma nessuno reputò il problema immediato: pochi atomi a ciclo scomparivano dall’universo.

L’unico scienziato a considerare la minaccia come pericolosa ed immediata fu Gengiro Seatogu, patriarca honoris causa della galassia, ma fu irriso dalla comunità scientifica quando disse che l’apocalisse era alle porte e chiese fondi per costruire un apparato per impedirla.

Passarono 400 cicli circa e la materia dell’universo iniziò a dissolversi ad un ritmo molto più sostenuto. Stelle, pianeti, astronavi, spazioporti, basi… tutto pareva essere destinato alla distruzione.

La Repubblica Federale votò per costruire l’apparecchio noto come “Dissuasore Seatogu” ma lo stesso padre del progetto avvisò che ci si era mossi troppo tardi. Tutte le risorse della Repubblica Federale e quelle dell’antagonista Libera Repubblica di Tortuga furono impiegate per salvare il salvabile, delle versioni di base del Dissuasore furono costruite ed installate nei mondi madre e nelle strutture più grandi come il mondo Kron e il portale, nella speranza di poterli utilizzare per accogliere sfollati.

Si salvarono pochissime stelle nei pressi dei dissuasori e poca popolazione: molti morirono di orribili mali. Tutta la tecnologia rimasta dovette essere impiegata a terra, i viaggi spaziali furono sospesi e iniziò il medioevo più oscuro della storia della repubblica: sui mondi madre e sulle poche colonie rimaste scoppiò la guerra civile.

I kron creduti estinti si ripresentarono in poche decine di esemplari e con navi primitive, ma furono sufficienti a sterminare la popolazione rifugiatasi sul loro mondo e già in difficoltà..

La Repubblica Federale non si sciolse formalmente ma di fatto ogni sopravvissuto delle 4 razze iniziò a pensare soltanto al proprio tornaconto e a quello dei propri simili.

La rinascita.

Dopo varie generazioni un rappresentante dell’antica famiglia Seatogu trovò un modo di invertire il processo degenerativo e far rinascere le stelle della galassia: ma sarebbero occorse risorse che si potevano cercare ed ottenere soltanto nello spazio: il progetto di colonizzazione spaziale ricominciò dalle poche stelle rimaste.

Un pensiero su “L’ambientazione di Gaia

  1. serena

    Ciao, spero di essere ancora in tempo per esprimere un parere ^^
    Mi piace molto l’idea alla base, e so che è una versione molto blanda, quindi cercherò di pretendere poco; per ora mi sembra mancante sotto l’aspetto sociale, e quello della reale distruzione della galassia. Cercherò di seguito di essere più chiara e offrire qualche alternativa generale:
    – Per il primo punto, in un ipotetico futuro i membri delle razze sicuramente si ribellerebbero in massa a un governo corrotto e incompetente che ha involontariamente posto fine all’era della colonizzazione e rischiato di estinguere le razze che avrebbe dovuto governare e proteggere; quanto meno mi aspetterei un completo rivoltamento dei rapporti di potere e una seria frattura della forma di governo finora adottata (la RFU per come ho visto dalla storia della galassia non avrebbe avuto le risorse per reprimere le rivolte con un pugno di ferro). Oltre alla popolazione, il comportamento dei comandanti viene per ora ignorato o relegato a una posizione secondaria: i comandanti sono i protagonisti del gioco, e Gaia quantomeno si pone come successore ideologico di Solerosso o Solenero, in cui i comandanti stessi hanno creato fisicamente regni feudali sotto il loro diretto controllo e legittimano con i loro supporto, le loro risorse e i loro eserciti il potere della RFU o della LRT. In un simile Chaos mi aspetterei che questi regni spiccassero in massa nella decadenza (nel bene o nel male) prima di sfaldarsi a loro volta: alleanze tra élite e colpi di stato nella disperazione generale o suicidi nichilistici nelle aree disgregate mentre la galassia si sfascia lentamente… insomma, una decadenza disomogenea, disordinata e poco lineare che descriva una compagine sociale molto più poliedrica e realistica.
    – La distruzione della “grande caduta” dal canto suo mi lascia un po’ perplessa: i 4 mondi madre e Tortuga, il Portale Kron, Il mondo madre Kron si salvano, il che significa che praticamente è una galassia resettata che lascia intatti i pilastri conosciuti del gioco e non rende onore al potenziale narrativo di un’apocalisse universale causata da inspiegabili disgregazioni atomiche; secondo me, la distruzione di uno dei mondi madre con tutte le sue conseguenze (migrazione sugli altri Homeworld, discordie, guerre civili…) disegnerebbe un pizzico di ombra in più alla costruzione narrativa e renderebbe l’intero quadro molto più scuro, preoccupante e plausibile; o diversamente, salvare solo il portale Kron (per le dimensioni e le tecnologie della struttura) e far sparire i mondi madre, lasciando credere che siano andati perduti. Poi si potrebbe lanciare una quest per ricrearli o cercarne i resti, in una mitica corsa per la ricostruzione data da un boom economico e l’ondata di ottimismo conseguente all’essere sopravvissuti (che poi è una fusione tra la nostra reale storia e il mito della tredicesima colonia di Battlester Galactica :D). C’è comunque molto di più che si può distruggere per dare legittimità al senso di pericolo e abbandono che la prefazione vorrebbe rendere; aggiungere qualche dettaglio in queste direzione secondo me renderebbe il tutto più appassionante.
    Spero di essere stata di aiuto, comunque bel lavoro nell’ambientazione generale del gioco! ^^

    p.s. Questa è una richiesta generale valida anche per l’oggi: Gli alieni sono troppo strumentali, poverini! Sembrano una specie di oggetto che va e viene sfruttato come tool narrativo solo per mettere un po’ di pepe al *** ai personaggi nelle varie sequenze… studiamolo un po’più in profondità questo cattivo, diamogli luci e ombre che lo circondino di mistero e lo rendano un pericolo incostante e dinamico da contrapporre all’umanità e che lo rendano degno di essere studiato per meglio comprenderlo e combatterlo, evolviamolo come un vero personaggio! xD

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